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INNOVAZIONE E INTERNAZIONALIZZAZIONE ALLA BASE DEL RILANCIO DELLA PRODUZIONE, DEI CONSUMI E DEL CONSOLIDAMENTO SUI MERCATI GLOBALI

Innovazione e internazionalizzazione. Sono questi, insieme a riforme strutturali e moderne, gli ingredienti alla base della ripresa italiana di cui l’industria alimentare si candida, a buon diritto, a leva di rilancio. Lo afferma il Presidente dei Giovani Industriali di Federalimentare, Francesco Divella, sottolineando “il boom dell’export alimentare, che nei primi sei mesi dell’anno è cresciuto del +7,3% sullo stesso periodo 2014, mentre quello complessivo del Paese si ferma sul +5%.”
Un risultato che nasce dalla vocazione all’innovazione del settore: L’industria alimentare investe ogni anno 10 miliardi di Euro, l’8% del fatturato, in ricerca e sviluppo. E l’1,8% in innovazione di processo e prodotto. Il saper fare che il mondo riconosce all’alimentare italiano nasce da un sapere tradizionale che continua a guardare al futuro.

Il rilancio del percorso di internazionalizzazione delle imprese italiane passa attraverso le buone performance registrate dall’industria alimentare nell’export, che nei primi sei mesi dell’anno ha raggiunto quota 13.869,8 milioni di euro: (+7,3%). In questo contesto, emerge in particolare la spinta del mercato UE (+4,1%) favorita dal rafforzamento dei due sbocchi principali, Germania (che passa al +2,7%) e Francia che sale al +2,5%. Spiccano anche le buone performance del Regno Unito e della Spagna, che si rafforzano entrambi, rispettivamente col +8,9% e il +15,9%.
Si consolida anche il vistoso trend degli USA, che si attestano su un formidabile +23,5%. Mentre tornano a crescere anche altri due sbocchi importanti, fermi nel 2014, come il Canada (che sale al +8,1%) e il Giappone (che si attesta su un +4,8%).

La spinta del +23,5% registrata nel semestre dall’export alimentare nel mercato USA ha ulteriormente accelerato rispetto ai trend precedenti. Essa conferma stabilmente questo paese al secondo posto, dopo la Germania, fra i principali sbocchi dell’alimentare Made in Italy, superando di slancio la Francia.

La crescita del +27,9% dell’export semestrale di “food and beverage” sul mercato cinese aumenta il passo della prima parte dell’anno e raddoppia ampiamente il trend del consuntivo 2014. La “bandiera” dell’alimentare si affianca a quella del “fashion”, del “furniture” e degli altri comparti di immagine in territorio cinese.

Oggi l’8% del fatturato investito dall’industria alimentare è diretto in ricerca e sviluppo, l’1,8% in R&S formale e informale di prodotti e processi innovativi, il 4% in nuovi impianti, automazione, ICT e logistica, oltre il 2% in analisi e controllo di qualità e sicurezza.

“L’obiettivo – afferma il Presidente Divella – è quello di coniugare la sapienza, le tradizioni, i localismi del modello alimentare italiano con la costante innovazione di processo e di prodot