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TTIP NUOVO ROUND DI COLLOQUI PER IL TRATTATO COMMERCIALE USA-UE

Ripartono le negoziazioni tra gli emissari di Europa e Stati Uniti sul trattato commerciale che dovrebbe avvicinare le due sponde dell’Atlantico,  è il penultimo appuntamento dell’anno. Il trattato, che trova fortissimi movimenti di opposizione dovrebbe ridurre o addirittura eliminare le barriere commerciali (dai dazi alla regolamentazione) che si frappongono agli scambi tra Usa e Ue, dando spinta allo sviluppo economico. I negoziati sono stati avviati nel 2013, ma restano ancora molti i nodi da chiarire.

Gli Usa si presentano a questo round forti dell’aver siglato un trattato analogo, ma sull’area del Pacifico. Un documento che ha messo a fattor comune il 40% del Pil mondiale e che – per Washington – deve fare da base anche per il trattato con la Ue. Al di là dei contenuti, il problema centrale sollevato da più parti (anche e soprattutto in Francia) è che un trattato di simile importanza viene circondato da un alone di opacità e di diffidenza tra le due parti al tavolo delle trattative e anche tra loro e le rispettive opinioni pubbliche, che sono poco informate sugli sviluppi della questione. Tra i punti di maggior distacco, come è emerso in una serie di incontri a Bruxelles, è ultimamente diventato un vero e proprio pomo della discordia l’introduzione di una clausola di protezione degli investimenti – delle multinazionali -, che scatterebbe qualora gli Stati modifichino le loro regole, peggiorando il quadro normativo (per le aziende) di riferimento. La Commissione Ue vorrebbe affidare il giudizio a magistrati terzi. Ancora, tema di forte distanza è quello degli Ogm.

Certo che il recente scandalo Volkswagen non ha aiutato a distendere le relazioni tra le due parti dell’Atlantico. L’undicesimo round di incontri dovrà affrontare un altra questione delicata, quella dell’accesso agli appalti pubblici americani da parte delle aziende europee, visto che diverse leggi a stelle e strisce limitano alle aziende di casa questo bacino di lavori. Tutte questioni che superano per osticità la tematica base tariffaria: i dazi doganali in media non superano il 4% e il loro superamento (ma anche il loro mantenimento a livelli così bassi) pare esser l’ultimo dei problemi.

Sulla delegazione Usa incombe la corsa alla Casa Bianca: Hillary Clinton ha già espresso contrarietà al trattato sul Pacifico. Anche in Italia, il trattato ha fatto molto discutere. Ultimo in ordine di tempo a pronunciarsi sulla questione è stato Beppe Grillo: il leader ha schierato il partito sul “no” al trattato, contro il quale da tempo i suoi eurodeputati si battono.