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Ulteriore calo dell’export extra-Ue: -5,2%

Il solitario rimbalzo degli Stati Uniti, peraltro amplificato da commesse una tantum di navi, non basta. Il rallentamento del commercio mondiale è ben visibile nell’export extra-UE di marzo, in calo su base annua per il terzo mese consecutivo. La frenata è del 5,2% (-0,3% il dato mensile), con una discesa corale che riguarda tutte le tipologie di beni, più marcata per l’energia (-42,6%) ma rilevante anche per beni di consumo, strumentali e intermedi.

In termini geografici, oltre alla ripresa degli Usa e al guadagno di nove punti in Giappone, la principale buona notizia riguarda la Russia, con vendite in calo marginale, una frenata di appena lo 0,9% che potrebbe segnare infine il termine del tracollo iniziato a metà 2014.

Per il resto, il comunicato Istat è una lunga sequenza di segni meno, con cali a doppia cifra per Turchia, Africa settentrionale, Medio Oriente e America Latina. Male anche India (-7,3%) e Cina (-2,5%).

Il tracollo dei listini energetici dei prodotti acquistati (-30,8%) appesantisce il “rosso” anche per le importazioni, che tuttavia per la prima volta da molti mesi presentano segni meno anche per la parte manifatturiera in senso stretto, con l’unica eccezione dei beni strumentali, ancora in crescita.

Il saldo commerciale, positivo per poco più di 4 miliardi, è in crescita di quasi mezzo miliardo rispetto allo stesso mese del 2015.